Articolo aggiornato il: maggio 2026
Ricongiungimento familiare e kafala 2026: procedura, documenti, costi, requisiti Kafil
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Punti chiave
In sintesi
- Cos’è la kafala — Istituto diritto islamico che affida minore (makefoul) a adulto (kafil) per mantenimento e educazione, SENZA creare rapporto filiazione come adozione.
- Riconoscimento in Italia — Giurisprudenza riconosce kafala formale come titolo per ricongiungimento (Cass. 25310/2020, Corte d’appello Milano sent. 758/2020).
- Due tipologie — Kafala consensuale (accordo notarile famiglia + kafil) e giudiziale (giudice assegna minore in abbandono).
- Nulla osta + documenti — Serve nulla osta Prefettura, provvedimento kafala tradotto/apostillato, certificati minore, attestazioni reddito/alloggio Kafil.
- Ruolo istituzionali — Prefettura rilascia nulla osta, Questura rilascia visto, Tribunale minorenni eventualmente riconosce effetti/affidamento in Italia.
Aggiornamento 2026: Giurisprudenza su kafala confermata. D.lgs. 286/1998 art. 29 invariato. Procedura Prefettura/Questura rimane standard. Tribunale minorenni interviene se richiesto dal caso concreto.
La kafala è un istituto giuridico del diritto islamico che consente il ricongiungimento di minori affidati per mantenimento e educazione. Questo articolo spiega come funziona in Italia, quali documenti servono, i costi, e i requisiti per chi assume il ruolo di Kafil.
- Indice articolo
- Cos’è la kafala e differenza dall’adozione
- Riconoscimento della kafala in Italia: giurisprudenza
- Tabella comparativa: Kafala consensuale vs Giudiziale
- Checklist documenti necessari per kafala
- Checklist requisiti per assumere incarico di Kafil
- Come ottenere il nulla osta: procedura descrittiva
- Ruolo di Prefettura, Questura e Tribunale minorenni
- Effetti della terminazione della kafala
- Tabella costi kafala 2026
- Link esterni di approfondimento
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Cos’è la kafala e differenza dall’adozione
La kafala è un istituto del diritto islamico che affida un minore (detto makefoul) a un adulto (detto kafil) per permettergli di occuparsi della crescita, dell’istruzione e del mantenimento del minore fino al raggiungimento della maggiore età.
Aspetto fondamentale: la kafala NON crea alcun rapporto di filiazione tra kafil e minore. Il minore rimane sempre legato alla famiglia d’origine, conserva il cognome originario, e NON acquisisce diritti ereditari dal kafil come accadrebbe in un’adozione.
Questa caratteristica distingue nettamente la kafala dall’adozione riconosciuta dal diritto italiano. Mentre l’adozione crea un vero rapporto di filiazione (il minore diventa “figlio” giuridicamente), la kafala rimane un rapporto di affidamento con obblighi di mantenimento e educazione, senza trasformazione dello stato civile.
Il motivo di questa differenza risiede nel fatto che molti ordinamenti basati sulla tradizione islamica non conoscono l’istituto dell’adozione. Nel diritto islamico, il rapporto di filiazione può derivare SOLO dalla biologia (procreazione), non da atti giuridici. Per questo motivo, la kafala rappresenta la soluzione alternativa: garantisce tutela ai minori in difficoltà senza alterare i rapporti di parentela originari.
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Riconoscimento della kafala in Italia: giurisprudenza
Una domanda cruciale è: la kafala riconosciuta nel Paese d’origine è valida anche in Italia per il ricongiungimento?
La risposta è SÌ, secondo la giurisprudenza italiana. La Cassazione civile (ord. 11/11/2020, n. 25310) e la Corte d’appello di Milano (sent. n. 758/2020) hanno riconosciuto che un provvedimento formale di kafala rilasciato da un’autorità pubblica del Paese d’origine può costituire titolo valido per il ricongiungimento familiare in Italia.
Tuttavia, il riconoscimento non è automatico. Le autorità italiane (Prefettura, Questura, eventualmente Tribunale minorenni) valutano caso per caso il rispetto del “preminente interesse del minore” (best interest of the child). La valutazione riguarda: la capacità economica e morale del kafil, l’idoneità alloggiativa, l’assenza di pericoli per l’ordine pubblico, e la genuinità del rapporto di affidamento.
Nota importante: La kafala deve essere formale e documentata (provvedimento scritto di un’autorità competente, non semplice accordo verbale o famiglia). Quanto più la kafala è riconosciuta ufficialmente nel Paese d’origine, tanto più facile sarà ottenerla in Italia.
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Tabella comparativa: Kafala consensuale vs Giudiziale
| Aspetto | KAFALA CONSENSUALE | KAFALA GIUDIZIALE |
|---|---|---|
| Chi decide | Famiglia d’origine + kafil (accordo bilaterale) | Giudice/Autorità pubblica (decisione unilaterale) |
| Quando si usa | Famiglia ha difficoltà economiche, cede volontariamente il minore a parente/persona di fiducia | Minore in stato di abbandono (orfano, genitori scomparsi, gravi negligenze familiari) |
| Procedura formazione | Accordo notarile tra famiglia e kafil + approvazione autorità locale | Procedimento giudiziale + emissione decreto kafala |
| Consenso famiglia | Espresso e volontario | Non richiesto (minore abbandonato) |
| Documentazione | Certificato notarile kafala + approvazione autorità | Decreto giudiziale kafala |
| Facilità riconoscimento Italia | Media (richiede prova volontarietà) | Alta (minore protetto da autorità pubblica) |
| Controlli italiani | Più rigorosi (accertare non sfruttamento) | Standard (validare decreto estero) |
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Checklist documenti necessari per kafala
Per ottenere il ricongiungimento tramite kafala, è essenziale raccogliere una documentazione completa e accurata. Ecco cosa serve:
Documenti relativi al minore:
- Certificato di nascita originale (apostillato e tradotto in italiano)
- Provvedimento di kafala originale (emesso da autorità competente nel Paese d’origine) — apostillato e tradotto in italiano
- Certificato di identità/passaporto valido del minore (fotocopia)
- Certificati di assenza di procedimenti penali/civili relativi al minore (se applicabile per età)
Documenti relativi al Kafil:
- Certificato di nascita del kafil (apostillato e tradotto, se straniero)
- Certificato di matrimonio/stato civile (se kafil è coniugato — deve essere matrimonio regolare secondo rito islamico con almeno 3 anni di durata)
- Documenti di identità del kafil (passaporto o carta d’identità) — fotocopia
- Certificato penale del kafil (nessun precedente penale rilevante)
- Certificato medico dimostrante idoneità psicofisica
Documenti economici e alloggiativo:
- Certificazione reddito del kafil (CU, dichiarazione redditi, buste paga, contratto lavoro)
- Certificazione alloggio (contratto affitto o proprietà, certificato residenza)
- Prova di mantenimento (vivenza a carico) — tracciamento finanziario che attesti il kafil ha provveduto ai bisogni del minore finora
- Dichiarazione impegno mantenimento (impegno scritto kafil a mantenere minore fino a 18 anni)
Documenti amministrativi:
- Domanda nulla osta (modulo da Prefettura)
- Marca da bollo (€16 per domanda)
- Ricevuta pagamento contributi (se richiesti dalla Prefettura)
Consiglio: Traduzioni e apostille devono essere fatte presso uffici pubblici ufficiali (Consolato italiano, uffici certificati nel Paese d’origine). Traduzioni “fai da te” non sono valide. Conserva ORIGINALI e copie autenticate di tutto.
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Checklist requisiti per assumere incarico di Kafil
Non chiunque può assumere il ruolo di Kafil. La legge islamica e la pratica italiana richiedono requisiti specifici:
Requisiti personali del Kafil:
- Maggiore età — Il kafil deve avere almeno 18 anni compiuti
- Capacità di intendere e volere — Nessun impedimento mentale/psichico certificato
- Conoscenza e rispetto del diritto islamico — Il kafil deve seguire i precetti della religione musulmana (almeno formalmente)
- Idoneità morale — Assenza di condanne penali, documenti di cattiva condotta, abusi familiari (certificato penale pulito)
- Assenza di conflitti di interesse — Non deve avere procedure giudiziarie aperte (civili/penali) che impediscano tutela minore
Requisiti economici del Kafil:
- Capacità economica — Reddito stabile sufficiente a mantenere il minore (stipendio, pensione, attività autonoma documentata)
- Idoneità alloggiativa — Abitazione adeguata (spazi igienici sufficienti, riscaldamento, acqua, letto per minore)
- Prova di mantenimento — Documenti storici che provano il kafil ha già sostenuto economicamente il minore (bonifici, ricevute, testimonianze)
Requisiti se kafil è coniugato:
- Matrimonio valido secondo rito islamico — Almeno 3 anni di durata
- Entrambi i coniugi musulmani praticanti — Ambedue devono seguire precetti islamici
- Consenso del coniuge — Ambedue devono acconsentire all’affidamento del minore
- Stabilità coniugale — Nessuna procedura di separazione/divorzio in corso
Importante: Le autorità italiane valuteranno i requisiti con lente “best interest of the child” (preminente interesse del minore). Anche se sulla carta i requisiti sono soddisfatti, se le autorità hanno dubbi sulla capacità di cura, potranno richiedere ulteriori prove o persino negare il ricongiungimento.
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Come ottenere il nulla osta: procedura descrittiva
Il nulla osta è il primo e decisivo passaggio per il ricongiungimento tramite kafala. Non è una procedura step-by-step rigida, ma segue logiche che variano per Prefettura, tuttavia i passaggi fondamentali rimangono coerenti.
Il nulla osta viene rilasciato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura del luogo dove il kafil risiede in Italia. È il primo documento che attesta che il Ministero dell’Interno non ha obiezioni al ricongiungimento.
Per ottenere il nulla osta, il kafil (o il suo avvocato) prepara una domanda completa e documentata. La domanda include: modulo di richiesta nulla osta, documentazione personale del kafil (identità, reddito, alloggio), documentazione del minore (certificato nascita, passaporto), e il provvedimento di kafala originale, tradotto e apostillato. Il kafil presenta questa documentazione alla Prefettura, oppure per via telematica se disponibile il sistema della Prefettura.
Una volta ricevuta la domanda, la Prefettura istruisce la pratica. Questo significa che controlla la completezza della documentazione, verifica l’assenza di problemi di ordine pubblico/sicurezza, e valuta il “preminente interesse del minore”. Durante questa fase, la Prefettura potrebbe richiedere documentazione integrativa (es. certificati aggiuntivi, visita medica, relazione socio-psicologica) oppure effettuare verifiche sul kafil.
Se tutto è in ordine, la Prefettura rilascia il nulla osta. Questo documento attesta che il Ministero dell’Interno consente l’ingresso/soggiorno del minore in Italia tramite kafala. Il nulla osta è valido tipicamente 6-12 mesi: entro questo termine, il minore deve aver completato il visto e l’ingresso in Italia.
Tempi 2026: Il tempo per ottenere il nulla osta varia molto (30-120 giorni, talvolta oltre). Dipende da: completezza documentazione, carico di lavoro Prefettura, eventuale necessità verifiche aggiuntive. È consigliabile presentare domanda il prima possibile e mantenere contatto con Prefettura per seguire l’avanzamento.
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Ruolo di Prefettura, Questura e Tribunale minorenni
La procedura di kafala coinvolge più enti pubblici, ognuno con responsabilità specifiche.
PREFETTURA (Sportello Unico Immigrazione):
- Rilascia il nulla osta: Autorizzazione al ricongiungimento. Valuta idoneità kafil, alloggio, reddito, preminente interesse minore.
- Istruisce la pratica: Chiede documentazione integrativa se necessaria, effettua verifiche sulla situazione kafil.
- Tempi: Solitamente 30-120 giorni, talvolta di più con verifiche.
- Contatto: Prefettura della provincia dove kafil risiede in Italia.
QUESTURA (Ufficio Immigrazione):
- Rilascia il visto di ingresso: Una volta avuto nulla osta, il kafil chiede il visto al Consolato italiano nel Paese d’origine del minore. La Questura fornisce il nulla osta al Consolato.
- Autorizza ingresso: Il minore entra in Italia con visto (solitamente visto per ricongiungimento familiare D).
- Registra la residenza: Dopo ingresso, la Questura (tramite procedure ordinarie) facilita registrazione residenza minore presso Comune.
- Contatto: Questura della provincia dove kafil risiede.
TRIBUNALE PER I MINORENNI:
- Eventuale riconoscimento effetti kafala: Se la kafala estera non è riconosciuta “per equivalenza” dalle autorità civili italiane, il Tribunale minorenni può emettere un provvedimento che equipara gli effetti della kafala a un affidamento familiare italiano.
- Nomina tutore/affidatario: Il Tribunale potrebbe nominare il kafil come affidatario o tutore del minore secondo diritto italiano, fornendo protezione giuridica parallela.
- Quando interviene: NON è obbligatorio, ma consigliato se: minore ha problemi particolari, kafala estera ha riconoscimento incerto, occorre protezione aggiuntiva secondo diritto italiano.
- Tempi: Se richiesto, procedimento supplementare (30-90 giorni ulteriori).
Flusso sintetico: Prefettura (nulla osta) → Consolato (visto) → Ingresso minore → Questura (registrazione) → Eventualmente Tribunale minorenni (riconoscimento aggiuntivo). Proprio per affrontare al meglio tutti questi passaggi e le procedure che ne conseguono, è consigliato affidarti a un avvocato specializzato in materia.
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Effetti della terminazione della kafala
La kafala è un rapporto temporaneo, come il nome stesso indica (affidamento fino alla maggiore età del minore).
Cosa succede quando il minore compie 18 anni:
- Terminazione automatica della kafala: L’affidamento cessa automaticamente (o comunque entro breve tempo dal compimento dei 18 anni).
- Documenti di cessazione: Il kafil (eventualmente su richiesta del minore) ottiene un certificato di cessazione kafala dal Paese d’origine, confermando che l’affidamento è concluso.
- Status migratorio minore: A questo punto, il minore non dipende più dalla kafala per il soggiorno. Dovrà richiedere autonomamente un permesso di soggiorno per motivo proprio (lavoro, studio, famiglia) oppure dovrà usufruire di altri strumenti legali.
- Indipendenza giuridica: Il minore diventa maggiorenne e responsabile di sé stesso. Se desidera restare in Italia, dovrà seguire le normali procedure di soggiorno per maggiorenni (domanda lavoro, studio, permesso speciale).
- Rapporto con kafil: Il rapporto giuridico termina, ma la relazione personale/familiare continua se entrambi lo desiderano (nulla glielo vieta).
Planificazione importante: Se il minore desidera restare in Italia dopo i 18 anni, è bene pianificare con anticipo (almeno 6-12 mesi prima del compimento della maggiore età) quale permesso di soggiorno richiederà (lavoro, studio, family). Consulta il nostro studio legale.
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Tabella costi kafala 2026
| Voce costo | Descrizione | Costo medio 2026 | Note |
|---|---|---|---|
| Marca da bollo (domanda Prefettura) | Marca da bollo per domanda nulla osta | €16 | Obbligatorio, acquisto online o Tabaccheria |
| Traduzione documenti | Traduzione asseverata provvedimento kafala, certificati, dichiarazioni (5-10 documenti) | €150–€400 | Varia per numero documenti, lingua, traduttore privato vs Consolato |
| Apostille | Apostille su documenti esteri (certificati nascita, kafala, etc.) | €50–€150 | Dipende da numero documenti, Paese d’origine, modalità (Consolato/locale) |
| Certificati italiani (estratti, certificati penali) | Estratto atto nascita, certificato penale, certificato civile kafil (Italia) | €20–€50 | Richiesti presso Comune/Procura, tariffe variabili |
| Onorari avvocato | Consulenza legale, preparazione domanda, gestione Prefettura, eventuale Tribunale | €500–€2.000 | Fortemente consigliato per evitare errori. Varia per complessità caso e avvocato |
| Visto di ingresso (Consolato) | Tassa visto rilasciato da Consolato italiano (ricongiungimento familiare) | €50–€100 | Dipende da Consolato, Paese. Minori talvolta esenzione/riduzione |
| Eventuale procedimento Tribunale minorenni | Ricorso riconoscimento effetti kafala, nomina affidatario (se necessario) | €200–€800 | NON sempre richiesto; solo se kafala estera non riconosciuta per equivalenza |
| TOTALE approssimativo | Kafala senza Tribunale | €800–€2.600 | Caso standard 2026 |
| TOTALE con Tribunale | Kafala con riconoscimento aggiuntivo | €1.000–€3.400 | Se Tribunale minorenni interviene |
Nota 2026: Gli importi sono stime basate su tariffe medie. Costi reali variano per: numero documenti, Paese d’origine del minore, complessità caso, urgenza. Alcuni Comuni esentano minori da tasse (verificare). Consulenza con avvocato specializzato è fortemente consigliata — evita errori che costerebbero molto di più in rielaborazioni.
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Link esterni di approfondimento
- Art. 29 D.Lgs. 286/1998 – Ricongiungimento familiare (Brocardi)
- D.Lgs. 286/1998 art. 29 – Testo integrale (Normattiva)
- Cassazione civ., ord. 11/11/2020, n. 25310 (kafala e ricongiungimento)
- CGUE, C-129/18, SM (kafala e diritto UE) – Comunicato stampa
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Faq principali

Avv. Fabrizio Mendola
Avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione. Assistenza su protezione internazionale, colloquio in Commissione Territoriale, rigetti e ricorsi.

