Articolo aggiornato il: maggio 2026
Mobbing e discriminazione lavoratori stranieri 2026: come difendersi, procedure, risarcimento

Punti chiave
In sintesi
- Mobbing: definizione — Insieme di condotte aggressive e vessatorie reiterate che creano clima ostile e compromettono dignità lavoratore (Cassazione sent. 10037/2015).
- Discriminazione stranieri — Quando mobbing si basa su origine etnica, religione, cultura = discriminazione tutelata per legge (regime probatorio agevolato).
- 7 criteri di riconoscimento — Cassazione individua: ambiente, frequenza, durata, tipo azioni, dislivello potere, intento persecutorio, fasi successive.
- Denuncia e prove — Raccogliere email, messaggi, turni, certificati medici, testimoni. Denunciare a Prefettura/Carabinieri/Tribunale. Ricorso civile urgente e UNAR.
- Rimedi: civile, UNAR, art. 43-44 TUI — Risarcimento danni (biologico, morale), ricorso urgente, intervento UNAR, procedure speciali per stranieri, protezione da ritorsioni.
Aggiornamento 2026: Cassazione sent. 10037/2015 rimane il riferimento principale. D.lgs. 215/2003, 216/2003.
Il mobbing nei luoghi di lavoro rimane un fenomeno diffuso, specialmente ai danni di lavoratori stranieri. Questo articolo spiega come riconoscerlo, raccogliere prove e difendersi legalmente.
- Indice articolo
- Cos’è il mobbing sul lavoro
- Discriminazione stranieri: quando il mobbing diventa discriminazione
- Come dimostrare il mobbing: 7 criteri della Cassazione
- Checklist prove concrete: cosa raccogliere e documentare
- Come denunciare il mobbing: dove rivolgersi
- Ricorso urgente e azioni legali: procedura e rimedi
- UNAR: come ricorrere per discriminazione
- Tabella danni risarcibili: quanto si può ottenere
- Art. 43-44 Testo Unico Immigrazione: rimedi speciali per stranieri
- Protezione da ritorsioni: licenziamento illegittimo
- Ruolo sindacato e RLS/RSA nella tutela da mobbing
- Link esterni di approfondimento
- Vuoi una consulenza legale?
Cos’è il mobbing sul lavoro
Il termine mobbing (dal verbo inglese “to mob”, molestare) indica un insieme di comportamenti aggressivi e vessatori perpetrati nel tempo ai danni di un lavoratore con lo scopo di danneggiarlo, isolarlo o spingerlo alle dimissioni.
Il mobbing non è definito formalmente dal legislatore, ma è riconosciuto dalla giurisprudenza come una forma di maltrattamento psicologico deliberato. Lo psicologo svedese Heinz Leyemann lo definì già nel ventesimo secolo come “terrore psicologico sul posto di lavoro”.
Una caratteristica fondamentale del mobbing è che le singole condotte, se prese isolatamente, potrebbero non apparire illecite (rimproveri, trasferimenti, modifiche di mansioni). È invece la ripetizione sistematica nel tempo con intento persecutorio che caratterizza il mobbing.
Esempi tipici sono: isolamento forzato del lavoratore, attribuzione di mansioni inferiori o umilianti, abuso del potere disciplinare, svuotamento delle responsabilità, diffusione di dicerie o insulti, esclusione da riunioni importanti.
Nota: Quando le condotte mobbizzanti si basano su caratteristiche protette (origine etnica, religione, genere, disabilità, etc.), il mobbing diventa discriminazione — reato più grave con tutele speciali.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Discriminazione stranieri: quando il mobbing diventa discriminazione
Il mobbing diventa discriminazione protetta per legge quando le condotte ostili si basano su una caratteristica protetta dalla normativa antidiscriminatoria. Per i lavoratori stranieri, questa accade quando il trattamento negativo è legato a:
- Origine etnica o nazionale — insulti razzisti, esclusione per provenienza geografica
- Religione — impedimento a seguire pratiche religiose, insulti su fede
- Lingua — ridicolizzazione per accento, incomprensione deliberata
- Cultura — irrisione di tradizioni, costumi, abitudini alimentari
- Status migratorio — trattamento peggiore perché straniero o irregolare
La norma che protegge da discriminazioni nel lavoro è il d.lgs. 215/2003 (per origine razziale/etnica) e d.lgs. 216/2003 (per occupazione e condizioni di lavoro in genere).
Regime probatorio agevolato: Un aspetto cruciale è che nei giudizi per discriminazione opera un regime della prova inversa. Se il lavoratore fornisce elementi di fatto idonei a fondare la discriminazione (anche solo in via presuntiva), spetta alla controparte (datore) provare l’insussistenza della discriminazione stessa. Questo facilita enormemente la tutela del lavoratore.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Come dimostrare il mobbing: 7 criteri della Cassazione
La Sentenza n. 10037 del 2015 della Corte di Cassazione ha stabilito 7 criteri fondamentali per riconoscere il mobbing. Se presenti, il lavoratore ha diritto al risarcimento dei danni:
- 1. Ambiente: Le condotte devono manifestarsi sul luogo di lavoro (o comunque nell’ambito della relazione lavorativa)
- 2. Frequenza: Le condotte devono ripetersi regolarmente e sistematicamente, non occasionalmente
- 3. Durata: Il comportamento ostile deve perdurare per un congruo lasso di tempo (almeno alcuni mesi, meglio anni)
- 4. Tipologia azioni: Devono consistere in una pluralità di comportamenti diversi (non un singolo atto, anche grave)
- 5. Dislivello di potere: Deve esserci un squilibrio di forza tra persecutore e vittima (capo-subordinato favorisce riconoscimento)
- 6. Intento persecutorio: Deve emergere chiaramente un disegno premeditato di danneggiamento, non semplice conflitto
- 7. Andamento per fasi: La vicenda spesso presenta fasi riconoscibili: conflitto iniziale → condotte ostili → sintomi psicosomatici → ulteriori abusi → aggravamento salute → esclusione dal lavoro
La giurisprudenza ha precisato che il mobbing determina una lesione seria alla dignità della persona e compromette l’ambiente di lavoro. Non è sufficiente un conflitto ordinario: serve la sistematica volontà di danneggiare.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Checklist prove concrete: cosa raccogliere e documentare
La prova del mobbing richiede documentazione concreta. Ecco cosa conservare per costruire una causa solida:
Documenti da conservare:
- Email, messaggi WhatsApp, SMS che attestano condotte ostili, insulti, minacce, ordini umilianti
- Fotografie o scansioni di turni, mansioni modificate senza giustificazione legittima
- Certificati medici e psicologici che documentano stress, ansia, depressione legati al lavoro (certificato del medico di base, psicologo, visita specialistica)
- Registro privato dei fatti (giornaliero o settimanale) con data, ora, fatto accaduto, testimoni, azioni del datore/colleghi
- Certificati di assenza dal lavoro per motivi di salute legati a stress lavorativo
- Copie di rimproveri disciplinari e procedimenti contro di te (anche per capire il disegno persecutorio)
- Nomina a RLS/delegato sindacale o atti che provano una tua attività di denuncia (il datore potrebbe reagire con ritorsioni)
- Lettere o comunicazioni ufficiali dove hai segnalato il problema (raccomandata, email certificata, verbale in Prefettura)
Testimonianze:
- Nomi e contatti di colleghi che hanno assistito ai fatti e possono testimoniare
- Se presente RLS/delegato sindacale, verbalizza la segnalazione con lui
- Medico di base: dichiarazione che ha visitato il lavoratore per stress/ansia legati al lavoro
Cosa EVITARE:
- Registrazioni audio/video senza consenso (illegittime in Italia; usa solo messaggi e email)
- Accuse generiche senza fatti concreti (“il capo mi odia”) — servono episodi specifici con date
- Testimonianze di amici/familiari — servono testimoni che hanno visto direttamente al lavoro
Consiglio: Mantieni un register privato (cartaceo o digitale protetto) dove annoti ogni episodio: “25 marzo 2026, ore 10:30 — Il capo mi ha detto davanti a colleghi: ‘Tu straniero non capisci niente, vieni qui per rubare il lavoro’. Presenti: Mario Rossi, Lucia Bianchi”. Questo documento è prezioso in giudizio.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Come denunciare il mobbing: dove rivolgersi
Una volta raccolta la documentazione, il lavoratore può attivare diverse strade in parallelo. La via giudiziale civile è la più diretta per ottenere risarcimento, ma è consigliabile anche segnalare alle autorità competenti e (se applicabile) ricorrere a UNAR.
Per la strada civile, il lavoratore si rivolge a un avvocato del lavoro o antidiscriminazione e presenta un ricorso urgente (procedimento cautelare) davanti al Tribunale ordinario della sede del lavoro. Il ricorso urgente serve a ottenere una misura cautelare veloce (spesso in 15-30 giorni) che ordini al datore di cessare le condotte mobbizzanti.
In parallelo, se il mobbing ha profili di discriminazione razziale o religiosa, il lavoratore può segnalare il fatto alla Prefettura (Ufficio Amministrativo che tratta discriminazioni) o ai Carabinieri (reato di discriminazione ex d.lgs. 215/2003). Anche se la querela penale ha tempi più lunghi della tutela civile, crea una documentazione ufficiale utile in futuro.
Inoltre, per chi ha caratteristiche protette (origine etnica, religione), è opportuno ricorrere a UNAR (vedi sezione dedicata), che può avviare un procedimento amministrativo parallelo alla causa civile.
Il lavoratore dovrebbe anche segnalare il fatto al sindacato di categoria e al RLS/RSA (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), che possono supportare con reclami formali all’azienda e documentazione del procedimento.
Importante: Non attendere. Più passa il tempo, più difficile è provare il mobbing e contrastare eventuali tentavi di licenziamento ritorsivo. Agisci entro pochi mesi dalla manifestazione delle prime condotte.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Ricorso urgente e azioni legali: procedura e rimedi
La strada giudiziale civile è il rimedio più efficace per ottenere risarcimento. Il lavoratore, attraverso un avvocato, presenta un ricorso urgente (anche detto procedimento cautelare) davanti al Tribunale ordinario.
Cosa chiede il ricorso urgente:
- Misura cautelare: Provvedimento urgente che ordina al datore di cessare immediatamente le condotte mobbizzanti, pena multa giornaliera
- Risarcimento danni: Compensation per danno biologico (sofferenza fisica/psichica) e danno morale (violazione dignità)
- Reinserimento: Se il lavoratore è stato emarginato, rimborso di stipendi non corrisposti, reintegra nelle mansioni originarie
Tempi della procedura:
- Ricorso presentato: L’avvocato deposita il ricorso al Tribunale (documentazione completa: contratto, email, certificati medici, registro fatti)
- Ordinanza cautelare: Il Giudice emette ordinanza (solitamente entro 15-30 giorni) che ordina cessazione condotte
- Causa di merito: Se il datore contesta, segue un procedimento più lungo (6-18 mesi) davanti allo stesso Tribunale per accertare responsabilità e quantificare danni
- Sentenza: Il Giudice condanna il datore (se provato mobbing) al pagamento dei danni + spese legali
- Appello/Cassazione: Se insoddisfatto, ricorso in appello (altri 1-2 anni), poi eventualmente cassazione
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
UNAR: come ricorrere per discriminazione
UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale) è un ufficio pubblico del Ministero dell’Interno che si occupa di ricorsi per discriminazione basate su origine etnica, razza, colore, religione, genere, disabilità, età, orientamento sessuale.
Chi è UNAR e cosa fa:
- Riceve segnalazioni di discriminazione in vari ambiti (lavoro, istruzione, alloggio, servizi)
- Effettua un’indagine amministrativa (non giudiziale) sui fatti segnalati
- Emette raccomandazioni al soggetto discriminante (non decreti vincolanti, ma molto rilevanti)
- Tutela la privacy del ricorrente e promuove la riconciliazione/soluzione amichevole
- NON eroga risarcimenti monetari (quello lo fa il Tribunale civile)
Come ricorrere a UNAR per mobbing discriminatorio:
- Reclamo scritto: Invia un reclamo dettagliato a UNAR (online o per posta/email certificata) allegando: descrizione fatto, prove (email, certificati, testimonianze), documentazione discriminazione
- Contatti UNAR: www.unar.it | email: unar@interno.gov.it | telefono: 06-46829400
- Istruttoria: UNAR conduce indagine (solitamente 60-120 giorni) contattando anche il datore per controdeduzioni
- Risultato: UNAR emette una comunicazione finale con analisi dei fatti e raccomandazioni al datore (spesso per ridare dignità, scuse pubbliche, compensi)
- Valore aggiunto: Il procedimento UNAR è gratuito, veloce, e la sua pronuncia ha valore probatorio in una successiva causa civile (il Tribunale considera le conclusioni UNAR)
Strategia consigliata: Ricorri contemporaneamente a UNAR (gratuito, riconoscimento amministrativo) e presenta ricorso civile (per risarcimento economico). Non sono in conflitto.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Tabella danni risarcibili: quanto si può ottenere
Se il Tribunale riconosce il mobbing, il datore è condannato al pagamento dei danni. Ecco le categorie e importi medi 2026:
| Categoria danno | Definizione | Importo medio 2026 | Fattori di calcolo |
|---|---|---|---|
| Danno biologico | Lesione alla salute psichica (ansia, depressione, insonnia, stress) documentata da medici | €3.000–€15.000 | Durata mobbing (mesi), gravità certificati medici, eta lavoratore |
| Danno morale | Violazione dignità, umiliazione, sofferenza emotiva non medicalizzata | €5.000–€25.000 | Intensità condotte, durata, pubblico dileggio, discriminazione |
| Danno esistenziale | Peggioramento della qualità della vita (isolamento, perdita relazioni) | €2.000–€10.000 | Durata, effetti sulla vita privata, incapacità lavoro |
| Lucro cessante | Guadagni perduti (demansionamento, ore ridotte, licenziamento, cassa integrazione) | €5.000–€50.000+ | Mesi di riduzione stipendio, differenza retributiva, ruolo precedente |
| Spese legali e mediche | Onorari avvocato, consulenti, visite psicologiche, terapie | €1.000–€5.000 | Durata procedimento, complessita causa |
| TOTALE medio | Risarcimento totale mobbing documentato | €15.000–€100.000+ | Durata mobbing, numero episodi, gravità discriminazione |
📊 Nota 2026: I danni per mobbing discriminatorio (origine etnica, religione) tendono a essere più alti (fascia alta della tabella) perché gli importi riflettono non solo sofferenza personale, ma anche il grave illecito discriminatorio. Se coesistono discriminazioni (es. sia razziale che di genere), i danni si cumulano.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Art. 43-44 Testo Unico Immigrazione: rimedi speciali per stranieri
Il Testo Unico Immigrazione (d.lgs. 286/1998) dedica gli articoli 43-44 a tutele speciali per i lavoratori stranieri nei confronti di discriminazioni. Queste norme si aggiungono ai rimedi civili ordinari.
Art. 43 TUI — Obbligo di uguaglianza:
Il datore di lavoro non può discriminare il lavoratore straniero per:
- Titolarità di diritti sindacali e di azioni collettive
- Accesso a condizioni di lavoro, retribuzione, benefici
- Formazione e avanzamento professionale
Art. 44 TUI — Rimedi procedurali:
- Il lavoratore straniero può ricorrere al Giudice per il riconoscimento dei diritti anche senza l’intervallo di una causa ordinaria
- Procedura semplificata e accelerata (simile al procedimento cautelare)
- Onere della prova invertito: se il lavoratore denuncia discriminazione, il datore deve provare assenza discriminazione
- Decorrenza dalla data di fatto discriminatorio (non dal licenziamento, se successivo)
Differenza dalle azioni civili ordinarie:
- Art. 43-44 sono rimedi specifici e accelerati per stranieri (non per autoctoni)
- Richiedono meno documentazione rispetto a una causa ordinaria di mobbing
- Si applicano anche se la discriminazione è “pura” (no mobbing) — es. semplicemente retribuzione inferiore per origine etnica
- Il Tribunale decide in procedura semplificata (tempi più brevi)
Consiglio: Un lavoratore straniero che subisce mobbing discriminatorio dovrebbe far presente al suo avvocato la doppia strada: ricorso ordinario per mobbing (7 criteri Cassazione) + ricorso Art. 43-44 TUI (rimedi speciali stranieri). Entrambi sono cumulabili.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Protezione da ritorsioni: licenziamento illegittimo
Un pericolo che molti lavoratori temono è questo: se denuncio il mobbing, il datore non mi vendicherà con un licenziamento ritorsivo?
La risposta è che il licenziamento ritorsivo è ILLEGITTIMO per legge. La legislazione italiana protegge il lavoratore che denuncia abusi.
Tutela da ritorsioni:
- Art. 5 Legge 300/1970 (Statuto Lavoratori): Vieta “atti di disciplina” e licenziamenti ai danni del lavoratore che ha denunciato violazioni al datore, alle autorità, ai sindacati
- Art. 1, comma 1, lett. f) Art. 23 d.lgs. 198/2006: Protegge chi ha segnalato discriminazioni dal licenziamento ritorsivo
- Principio generale: Non è lecito usare il potere disciplinare/disdetta per punire chi ha fatto valere diritti legittimi
Se il datore licenzia dopo denuncia di mobbing:
- Presunzione legale di ritorsione (carico della prova sul datore)
- Ricorso al Tribunale per reintegrazione nel posto di lavoro + danni
- Procedura accelerata (il giudice valuta urgenza della sospensione dal lavoro)
- Se il licenziamento è dichiarato illegittimo, il lavoratore ottiene reintegra + differenza retributiva dal giorno licenziamento + danni aggravati
Importante: Non lasciarti intimidire dalla paura di ritorsioni. La legge ti protegge esplicitamente. Anzi, se il datore ti licenzia DOPO che hai denunciato, è prova della sua consapevolezza e malafede — il Tribunale lo considererà aggravante nella sentenza.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Ruolo sindacato e RLS/RSA nella tutela da mobbing
Oltre all’avvocato, il lavoratore vittima di mobbing dovrebbe coinvolgere sindacato e RLS/RSA (Rappresentante Lavoratori Sicurezza / Rappresentante Sindacale Aziendale).
Ruolo del Sindacato:
- Raccolta reclami: Il sindacato verbalizza la segnalazione di mobbing e la condivide formalmente con il datore
- Negoziazione: Primo tentativo di risoluzione amichevole (il datore spesso preferisce accordo a causa pubblica)
- Documentazione: Il verbale sindacale diventa prova in giudizio
- Supporto legale/rappresentanza: Molti sindacati offrono consulenza legale gratuita ai loro iscritti
- Pressione ambientale: Il sindacato può mettere in discussione il caso in riunioni, scioperi, pubblicità, che spinge il datore verso accordo
Ruolo di RLS/RSA:
- Investigazione: RLS ha diritto di accesso ai luoghi di lavoro per verificare condizioni (incluse condizioni psicosociali). Se constata mobbing, lo riporta ufficialmente
- Rapporto a organi pubblici: RLS può segnalare il caso all’Ispettorato del Lavoro, che avvia indagine
- Protezione: RLS non può essere licenziato per aver fatto segnalazioni di mobbing (protezione speciale per RLS)
- Coinvolgimento medico: Se il mobbing compromette salute e sicurezza, RLS contatta il medico del lavoro aziendale
Quale sindacato scegliere:
- CGIL, CISL, UIL sono i principali (copertura nazionale)
- Sindacati di categoria (es. FILCAMS CGIL per commercio, FLC CGIL per scuola, etc.) sono specializzati per settore
- Associazioni per stranieri (es. INCA CGIL per migranti, FLAI CGIL per agricoltura con lavoratori stranieri)
- Verifica sul sito sindacale quale è il delegato aziendale nella tua azienda, oppure iscriviti online
Strategia ottimale: Contatta contemporaneamente: (1) avvocato specializzato, (2) sindacato di categoria, (3) RLS/RSA aziendale (se presente). Tre fronti insieme hanno effetto moltiplicatore e aumentano la probabilità di accordo veloce con il datore.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Link esterni di approfondimento
- Sentenza Cassazione n. 10037/2015 (7 criteri mobbing)
- d.lgs. 215/2003 – Parità trattamento origine razziale/etnica
- d.lgs. 216/2003 – Parità trattamento occupazione e condizioni lavoro
- d.lgs. 286/1998 (TU Immigrazione) – Art. 43-44
- UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale
Vuoi una consulenza legale?
Avvocati per Stranieri è al tuo fianco con un team di avvocati specializzati, pronti ad ascoltarti e a risolvere le tue pratiche legali in modo rapido e sicuro.
Contatta l’avvocato per richiedere ADESSO una consulenza
Faq principali

Avv. Fabrizio Mendola
Avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione. Assistenza su protezione internazionale, colloquio in Commissione Territoriale, rigetti e ricorsi.

