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Decreto flussi per stranieri

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Maggio 2, 2026 by Fabrizio Mendola

Articolo aggiornato il: maggio 2026

Decreto flussi: quali sono le novità e le modalità di presentazione dell’istanza

decreto flussi 2026
Decreto Flussi 2026-2028: come fare ingresso in Italia

Punti chiave

In sintesi

  • Cos’è il decreto flussi — stabilisce ogni anno le quote di ingresso per cittadini non UE che possono lavorare in Italia.
  • Click day e scadenze 2026 — i click day sono il 12 gennaio (stagionale agricolo), 9 febbraio (stagionale turistico), 16 febbraio (non stagionale) e 18 febbraio (assistenza familiare), come da DPCM 2 ottobre 2025.
  • Documenti per la domanda — servono SPID, marca da bollo, passaporto del lavoratore, dati del datore, visura e documentazione fiscale aggiornata.
  • Quote differenziate 2026-2028 — previste 497.550 quote complessive nel triennio: 164.850 nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028, suddivise per lavoro stagionale/non stagionale.
  • Supporto professionale — utile rivolgersi a un avvocato per evitare errori nella compilazione e nell’invio online.

Aggiornamento maggio 2026: il DPCM del 2 ottobre 2025 ha programmato i flussi d’ingresso per il triennio 2026–2028 con quote complessive di 497.550 lavoratori stranieri. I click day per il 2026 si sono svolti a partire dal 12 gennaio 2026 (stagionale agricolo), 9 febbraio (stagionale turistico), 16 febbraio (non stagionale) e 18 febbraio (assistenza familiare). L’obbligo di verifica di indisponibilità presso i Centri per l’Impiego resta in vigore. Le domande possono continuare ad essere inviate fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento delle quote. Verifica sempre le date correnti sul sito del Ministero dell’Interno per eventuali altri click day straordinari.

Molto spesso si sente parlare di decreto flussi per stranieri, ma di cosa si tratta precisamente?

In poche parole, il decreto in questione, è un particolare provvedimento (disciplinato puntualmente dal decreto legislativo numero 286 del 1998) posto in essere dal Governo italiano che stabilisce ogni anno le quote di ingresso dei soggetti stranieri non comunitari (non appartenenti ad uno stato membro dell’Unione Europea) che possono entrare in Italia per motivi di lavoro (ad esempio lavoro autonomo, subordinato, stagionale ecc).

In genere sono previste delle quote cosiddette “privilegiate” per i cittadini appartenenti a Stati che hanno sottoscritto un particolare accordo con l’Italia in merito alla riammissione e con i cittadini di origine italiana che risultano essere iscritti in particolari liste tenute nelle rappresentanze consolari o diplomatiche all’estero.

È necessario precisare altresì, che il decreto flussi, generalmente, può prevedere anche delle precise limitazioni in merito agli ingressi dei cittadini (in Italia) provenienti da paesi che non collaborano nello stigmatizzare il fenomeno della immigrazione clandestina e alla riammissione dei soggetti espulsi.

 

 

  • Indice articolo
  • Per quale motivo esiste il decreto flussi per stranieri
  • I click day 2026 per il lavoro subordinato stagionale: 12 gennaio e 9 febbraio
  • I click day 2026 per il lavoro subordinato non stagionale: 16 e 18 febbraio
  • Quali sono i documenti necessari per la pratica del decreto flusso
  • Quote complessive 2026-2028
  • chi può presentare domanda e quali requisiti servono
  • presentazione delle domande e scadenze
  • le novità del triennio 2026-2028
  • i 5 controlli che il datore di lavoro deve fare subito
  • Link esterni di approfondimento
  • Vuoi una consulenza legale?

 

Per quale motivo esiste il decreto flussi per stranieri

Le motivazioni che sono alla base dell’adozione periodica del decreto per i flussi degli stranieri sono davvero tantissime.

In primis, il decreto in questione ha come scopo quello di combattere l’immigrazione clandestina nel nostro tessuto ordinamentale. In poche parole, permette di garantire l’ingresso sul territorio nazionale e di lavorare, purché vi sia una effettiva proposta di assunzione di un datore di lavoro.

In genere con il decreto flussi si tende anche a stabilire delle precise quote di “conversione” per i permessi di soggiorno per il lavoro subordinato, autonomo, dei permessi di soggiorno per studio, oppure per lavoro stagionale ecc.

Infine, grazie al decreto flussi per stranieri, è possibile anche salvaguardare il mercato del lavoro, ove fosse permesso far entrare troppe persone in Italia, questo potrebbe causare seri danni al mondo del lavoro, con conseguente maggiore difficoltà nel trovare stabilità in un mondo ormai dominato dalla precarietà.

In conclusione, si tratta di un documento la cui natura è programmatica e, pertanto, regolamenta dettagliatamente i flussi in ingresso di soggetti stranieri per motivi concernenti il lavoro.

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I click day 2026 per il lavoro subordinato stagionale: 12 gennaio e 9 febbraio

Il primo click day del 2026 si è svolto in data 12 gennaio 2026, a partire dalle ore 9:00, ed è stato dedicato ai lavoratori stranieri non comunitari che desiderano fare ingresso in Italia per lavoro subordinato stagionale nel settore agricolo (modello C-Stag agricolo). Per questo click day erano disponibili quote specifiche riservate al settore agricolo, con possibili assegnazioni diverse a seconda del paese di provenienza del lavoratore.

Il secondo click day 2026 si è svolto il 9 febbraio 2026, sempre a partire dalle ore 9:00, per gli ingressi di lavoratori stranieri per lavoro subordinato stagionale nel settore turistico e alberghiero (modello C-Stag turistico). Le domande dovevano essere inviate tramite il portale ALI del Ministero dell’Interno.

È importante sottolineare che le istanze sono state trattate dagli Sportelli Unici per l’Immigrazione in base al rispettivo ordine cronologico di presentazione e, durante i click day, sono stati disponibili per l’invio esclusivamente i moduli delle tipologie di domanda corrispondenti a ciascuna giornata. Inoltre, i datori di lavoro che intendevano convertire il proprio permesso di soggiorno in lavoro subordinato o autonomo potevano presentare istanza all’interno del loro click day competente.

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RISORSA DI APPROFONDIMENTO

Decreto Flussi 2026-2028: 497.550 quote

 

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I click day 2026 per il lavoro subordinato non stagionale: 16 e 18 febbraio

Il 16 febbraio 2026, a partire dalle ore 9:00, si è svolto il click day dedicato al lavoro subordinato non stagionale (modello B2020). In questa giornata, i datori di lavoro hanno potuto inoltrare le domande di nulla osta per l’assunzione di lavoratori stranieri in tutti i settori ammessi dal decreto flussi, escluso il settore dell’assistenza familiare che aveva una giornata dedicata.

Il 18 febbraio 2026, sempre a partire dalle ore 9:00, si è svolto il click day specifico per il settore dell’assistenza familiare (modello A-bis). Questo settore, particolarmente rilevante per l’Italia data la crescente domanda di assistenti familiari, ha una quota dedicata e consente l’assunzione di cittadini stranieri di qualsiasi nazionalità, con reddito minimo del datore pari a € 538,69 mensili per il lavoratore (conforme al CCNL del lavoro domestico).

È importante ricordare che le domande di nulla osta possono continuare ad essere inviate tramite il Portale Servizi ALI fino al 31 dicembre 2026, ferma restando la verifica della disponibilità delle quote. Tuttavia, come è tradizione per il decreto flussi, è durante i giorni di click day che si concentra il maggior numero di richieste e quindi il più rapido esaurimento delle quote disponibili.

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RISORSA DI APPROFONDIMENTO

Portale ALI – Ministero dell’Interno

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Quali sono i documenti necessari per la pratica del decreto flusso

In genere occorre:

  • lo SPID o la CIE (Carta d’Identità Elettronica)
  • una marca da bollo da 16 euro il cui codice deve essere inserito nel modulo online
  • il passaporto del soggetto lavoratore straniero da assumere in corso di validità
  • la carta di identità del soggetto lavoratore (o rappresentante legale dello stesso) in corso di validità. Documenti alternativi sono il passaporto ordinario e la patente
  • delega del datore di lavoro, con apposita manleva sulla responsabilità e dichiarazione di trattamento dei dati personali
  • indicare il relativo contratto collettivo da stipulare, mansione, livello, orario ecc
  • visura della camera di commercio aggiornata
  • il Documento Unico relativo all’anno precedente (2025 per le domande del 2026)
  • il Bilancio d’esercizio relativo al 2025 (o ultimo bilancio disponibile)
  • il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) aggiornato
  • verifica di indisponibilità presso il Centro per l’Impiego territorialmente competente (obbligatoria prima dell’invio della domanda)

Per avere maggiori informazioni è sempre consigliabile rivolgersi ad esperti del settore in modo da avviare la pratica senza commettere alcun errore. Il team di Avvocati per Stranieri ti seguirà in tutte la procedura, passo dopo passo.

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Quote complessive 2026-2028

Il DPCM 2 ottobre 2025 ha stabilito la programmazione dei flussi di ingresso per il triennio 2026-2028, con una quota complessiva di 497.550 lavoratori stranieri ammessi a entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale, nonché per lavoro autonomo.

Le quote sono così ripartite:

  • Anno 2026: 164.850 ingressi totali
    • 76.200 per lavoro subordinato non stagionale (di cui 13.600 nel settore dell’assistenza familiare)
    • 88.000 per lavoro subordinato stagionale
    • 650 per lavoro autonomo
  • Anno 2027: 165.850 ingressi totali
    • 76.200 per lavoro subordinato non stagionale (di cui 14.000 nel settore dell’assistenza familiare)
    • 89.000 per lavoro subordinato stagionale
    • 650 per lavoro autonomo
  • Anno 2028: 166.850 ingressi totali
    • 76.200 per lavoro subordinato non stagionale (di cui 14.200 nel settore dell’assistenza familiare)
    • 90.000 per lavoro subordinato stagionale
    • 650 per lavoro autonomo

Il nuovo decreto flussi per il triennio 2026-2028 conferma l’impostazione programmatoria già adottata negli ultimi anni, stabilendo un numero massimo di ingressi per cittadini non comunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro. Le quote vengono distribute annualmente secondo le esigenze del mercato del lavoro italiano, con eventuali aggiornamenti tramite decreti ministeriali successivi.

In generale, l’obiettivo resta quello di gestire gli ingressi in modo controllato, cercando di bilanciare il fabbisogno del mercato del lavoro italiano con la capacità di accoglienza e inserimento dei lavoratori stranieri. I settori ammessi comprendono agricoltura, turismo, edilizia, industria alimentare, tessile, sanità e assistenza sociale, tra gli altri.

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Chi può presentare domanda e quali requisiti servono

La domanda nell’ambito del decreto flussi non può essere presentata direttamente dal lavoratore straniero, ma esclusivamente dal datore di lavoro italiano o straniero regolarmente residente in Italia. È lui che avvia la procedura per ottenere il nulla osta all’ingresso e all’assunzione.

Per poter presentare la richiesta è necessario che il datore di lavoro sia in regola con gli obblighi fiscali e contributivi (come attestato dal DURC aggiornato) e che dimostri la reale esigenza di assumere personale. In particolare, prima di presentare la domanda di nulla osta, il datore di lavoro deve effettuare la verifica di indisponibilità presso il Centro per l’Impiego territorialmente competente, richiedendo una lista di disoccupati o inoccupati italiani/comunitari disponibili per la mansione richiesta.

Il lavoratore, invece, deve possedere un passaporto valido e rientrare nei requisiti previsti per la tipologia di lavoro richiesta (incluso il paese di provenienza, quando previste restrizioni), oltre a non avere cause ostative all’ingresso in Italia. Per specifiche categorie (come l’assistenza familiare), il lavoratore può provenire da qualsiasi paese terzo.

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Presentazione delle domande e scadenze

Le domande vengono presentate esclusivamente online tramite il Portale Servizi ALI del Ministero dell’Interno e devono rispettare le finestre temporali stabilite dai click day. In queste giornate, le istanze possono essere inviate a partire da un orario preciso (solitamente ore 9:00) e vengono accolte in base all’ordine cronologico di presentazione fino all’esaurimento delle quote disponibili.

Tuttavia, per il decreto flussi 2026, è stata introdotta una fase obbligatoria di precompilazione, durante la quale i datori di lavoro devono preparare le domande in anticipo (dal 23 ottobre al 7 dicembre 2025 per l’anno 2026) e salvarle nello stato “da inviare”. Solo durante i click day ufficiali si procede all’invio definitivo delle domande già precompilate.

Prima dell’invio è fondamentale che tutta la documentazione sia già pronta e che il fascicolo sia coerente, perché anche piccoli errori possono compromettere l’esito della domanda. Dopo l’invio, la pratica viene gestita dallo Sportello Unico per l’Immigrazione che, in caso di accoglimento della domanda, rilascia il nulla osta, permettendo poi al lavoratore di richiedere il visto d’ingresso presso il consolato italiano nel paese di residenza.

I tempi di rilascio del nulla osta sono indicativamente:

  • 20 giorni per i lavoratori stagionali
  • 60 giorni per i lavoratori subordinati non stagionali

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Le novità del triennio 2026-2028

Il triennio 2026-2028 introduce diverse novità significative rispetto al passato, con un sistema ancora più strutturato e programmato. Una delle principali caratteristiche del nuovo decreto è l’unificazione della programmazione: il DPCM del 2 ottobre 2025 definisce le quote per tutti e tre gli anni, semplificando la procedura rispetto ai decreti precedenti che prevedevano diverse fasi.

Tra le novità più rilevanti:

1. Potenziamento della verifica preliminare: l’obbligo di verifica di indisponibilità presso i Centri per l’Impiego (CPI) si rafforza ulteriormente, con controlli più rigorosi sulla coerenza tra mansione richiesta e offerta di lavoro disponibile nel mercato.

2. Maggiore digitalizzazione: il Portale ALI continua a evolversi con sistemi informatici più automatizzati e integrati, consentendo verifiche in tempo reale con altre banche dati della pubblica amministrazione.

3. Assistenza familiare come priorità: cresce l’attenzione verso il settore dell’assistenza familiare e socio-sanitaria, fondamentale per rispondere alle esigenze di una popolazione anziana in crescita. Vengono riservate quote specifiche e agevolazioni per le agenzie per il lavoro.

4. Aumento graduale delle quote: le quote aumentano leggermente anno dopo anno (164.850 nel 2026, 165.850 nel 2027, 166.850 nel 2028), segno di una crescente apertura ai flussi di lavoratori stranieri.

5. Tranparenza e tempi più veloci: si punta a ridurre i tempi di attesa per il rilascio del nulla osta e a rendere più trasparente la gestione delle domande attraverso comunicazioni più frequenti e aggiornamenti online dello stato della pratica.

6. Controlli sulla capacità occupazionale: cresce l’attenzione verso la reale capacità occupazionale delle aziende, per evitare richieste fittizie o non coerenti con il fabbisogno effettivo, attraverso verifiche della situazione economica e contributiva del datore di lavoro.

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I 5 controlli che il datore di lavoro deve fare subito

Prima di presentare una domanda nel decreto flussi, il datore di lavoro dovrebbe effettuare alcuni controlli fondamentali per evitare il rigetto della pratica o ritardi.

Il primo controllo riguarda la regolarità contributiva e fiscale dell’azienda (verificabile tramite il DURC aggiornato), perché eventuali irregolarità possono bloccare tutto il procedimento. È essenziale accertarsi di non avere pendenze con l’INPS, l’Agenzia delle Entrate o altri enti previdenziali.

Il secondo controllo è la coerenza tra mansione richiesta e contratto collettivo applicato, che deve essere corretto, aggiornato e coerente con la qualifica e le competenze del lavoratore che si intende assumere. La mansione deve essere specificamente descritta nel fascicolo della domanda.

Il terzo controllo riguarda la disponibilità economica dell’azienda, necessaria per garantire il pagamento dello stipendio e dei contributi. Per specifiche categorie (come l’assistenza familiare), il datore deve dimostrare un reddito minimo annuale di € 20.000 (o più, a seconda del nucleo familiare).

Il quarto controllo è legato alla verifica del fabbisogno reale di personale presso il Centro per l’Impiego, che deve essere dimostrabile e non solo teorico. Il datore deve documentare come e perché ha cercato sul mercato interno prima di ricorrere alla manodopera straniera.

Infine, il quinto controllo riguarda la correttezza e completezza della documentazione, perché anche un errore formale (documentazione mancante, scaduta, non leggibile) può compromettere l’intera domanda. È importante che tutti i documenti siano attuali, che le firme siano corrette e che i dati siano coerenti tra i diversi allegati.

In sostanza, il decreto flussi non è solo una procedura burocratica, ma un percorso che richiede precisione e preparazione attenta. Chi si muove con leggerezza rischia di perdere tempo prezioso e di vedersi rigettata la domanda, mentre chi prepara tutto con attenzione e dettaglio aumenta di molto le possibilità di successo e di tempestività nel rilascio del nulla osta.

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Link esterni di approfondimento

  • Decreto Flussi 2026-2028: 497.550 quote (Ministero dell’Interno)
  • DPCM 2 ottobre 2025 – Programmazione triennale 2026–2028 (Ministero del Lavoro)
  • Circolare interministeriale 8047 del 16 ottobre 2025 (istruzioni operative)
  • Portale Servizi ALI – Sportello Unico Immigrazione (Ministero dell’Interno)

 

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Faq principali

Possono essere assunti cittadini extra-UE per lavoro subordinato, stagionale o autonomo nei settori indicati dal decreto annuale. È necessario che il datore presenti una richiesta nominativa e che il lavoratore si trovi all’estero al momento della domanda. Per il settore dell’assistenza familiare, non vi sono vincoli di nazionalità.
La domanda si presenta solo online tramite il portale ALI – Servizi del Ministero dell’Interno. È necessario precompilare la domanda durante la fase di precompilazione (solitamente da ottobre a dicembre), e poi inviarla durante i click day ufficiali (gennaio-febbraio). Serve SPID o CIE del datore di lavoro, compilazione del modello telematico e invio nei giorni e orari stabiliti dal decreto. Le richieste sono valutate in ordine cronologico (“click day”).
Servono: documento identificativo e dati del datore di lavoro, proposta di contratto, verifica di indisponibilità presso il Centro per l’Impiego, marca da bollo da 16 euro, passaporto valido del lavoratore e prova di capacità economica (bilancio, visura camerale, DURC). Il lavoratore dovrà poi richiedere il visto al Consolato italiano nel suo paese di residenza e, una volta in Italia, il permesso di soggiorno per lavoro.
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Avv. Fabrizio Mendola

Avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione. Assistenza su protezione internazionale, colloquio in Commissione Territoriale, rigetti e ricorsi.

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