Permesso di soggiorno scaduto: cosa fare

Punti chiave
In sintesi
- Permesso di soggiorno scaduto: alla scadenza si può scegliere tra rientrare nel Paese d’origine o richiedere il rinnovo.
- Tempistiche di rinnovo: la domanda va presentata almeno 90 giorni prima della scadenza (D.Lgs. 83/2026); se il permesso è scaduto da oltre 60 giorni senza domanda di rinnovo, si rischia l’espulsione.
- Documenti necessari: servono passaporto, vecchio permesso, certificazione di residenza e codice fiscale, più eventuali allegati specifici.
- Ritardo o scadenza all’estero: la domanda presentata dopo la scadenza resta esaminabile, ma la Questura valuta il ritardo; oltre i 60 giorni occorre documentare una causa di forza maggiore. Se il documento scade fuori Italia, si può chiedere un visto di reingresso entro 60 giorni dalla scadenza.
- Validità ricevuta di rinnovo: con la ricevuta puoi lavorare e circolare in Italia; viaggiare all’estero è sconsigliato ed è tollerato solo il viaggio diretto nel Paese d’origine, senza scali in altri Paesi Schengen.
Novità normative: dal 22 maggio 2026 (D.Lgs. 83/2026) il rinnovo va chiesto almeno 90 giorni prima della scadenza e la Questura ha 90 giorni per decidere. Resta invariata la regola dei 60 giorni dopo la scadenza: oltre questo limite, senza domanda di rinnovo, si rischia l’espulsione. I rinnovi per lavoro a tempo indeterminato, lavoro autonomo e motivi familiari possono durare fino a 3 anni (DL 20/2023).
Il permesso di soggiorno rappresenta il titolo che autorizza la presenza, sul territorio della Repubblica, di un cittadino straniero. In parole povere, rappresenta il presupposto per la richiesta di residenza di medio o lungo periodo nel territorio italiano.
Sono tenuti a richiedere il permesso di soggiorno i cittadini extracomunitari e gli apolidi, ovvero coloro che non possiedono una nazionalità d’appartenenza e che vogliono soggiornare in Italia. Tuttavia, per sua natura, il permesso di soggiorno è soggetto a scadenza, si tratta infatti di un documento la cui validità temporale è commisurata all’attività che si è venuta a svolgere in Italia.
Se ad esempio si è ottenuto il permesso di soggiorno per motivi di studio, che dura al massimo un anno e va rinnovato per ogni anno di corso, una volta terminato il periodo di validità, il permesso è scaduto: se entro 60 giorni dalla scadenza non viene chiesto il rinnovo, la presenza diventa irregolare e si rischia l’espulsione (art. 13, comma 2, lett. b, TUI).
- Indice articolo
- Timeline: scadenza, rinnovo e conseguenze
- Permesso di soggiorno scaduto: cosa fare
- Quali sono le sanzioni per un permesso di soggiorno scaduto?
- Richiesta tardiva del rinnovo del permesso di soggiorno scaduto: in quali casi è possibile?
- Come rinnovare il permesso di soggiorno scaduto?
- La ricevuta di rinnovo: cosa puoi fare e cosa non puoi fare
- Quali sono i documenti necessari per rinnovare il permesso di soggiorno
- Quanto costa rinnovare il permesso di soggiorno?
- Si può rinnovare il permesso di soggiorno online?
- Posso viaggiare con permesso di soggiorno scaduto?
- Il permesso di soggiorno scaduto è un reato?
- Cos’è il visto di reingresso in Italia?
- Link esterni di approfondimento
- Vuoi una consulenza legale?
Timeline: scadenza, rinnovo e conseguenze
Ecco un quadro immediato di cosa succede nelle diverse fasi:
| Periodo | Situazione | Azione consigliata | Conseguenze se non agisci |
|---|---|---|---|
| 90 giorni prima della scadenza | Permesso ancora valido | Fai richiesta di rinnovo | Nessuna (tutto regolare) |
| 0 giorni (scadenza) | Permesso scade oggi | Se hai già richiesto, hai ricevuta | Nessuna (con ricevuta sei coperto) |
| 1-60 giorni dopo | Permesso scaduto da 1-60 gg | Richiedi il rinnovo il prima possibile | La domanda è ancora esaminabile, ma la Questura valuta il ritardo |
| Oltre 60 giorni | Scaduto da oltre 60 gg | Presenta la domanda documentando la causa di forza maggiore | Rischio espulsione, irregolarità (art. 13, comma 2, lett. b, TUI) |
| Oltre 6 mesi scaduto | Situazione critica | Contatta subito un avvocato | Espulsione molto probabile |
Nota: La ricevuta di rinnovo, che si ottiene quando si fa la richiesta in attesa del permesso vero e proprio, ha le stesse validità del permesso originale per lavoro, sanità e circolazione in Italia, ma non è un documento di viaggio: all’estero è tollerato solo il viaggio diretto nel Paese d’origine.
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Permesso di soggiorno scaduto: cosa fare
Una volta scaduto il permesso di soggiorno ci si trova dinanzi ad un bivio e le strade sono due: o è possibile ritornare al proprio Paese oppure richiedere il rinnovo del documento.
Se si ha intenzione di richiedere il rinnovo è consigliabile muoversi con largo anticipo: la richiesta va presentata tramite kit postale o, per alcuni permessi, presso la Questura competente in base alla provincia di residenza, almeno 90 giorni prima della scadenza (art. 5, comma 4, TUI, come modificato dal D.Lgs. 83/2026), affinché le autorità competenti possano verificare tutte le condizioni previste dalla legge.
Tuttavia, viene accettata anche qualsiasi richiesta, inviata fino a 60 giorni dopo la scadenza del permesso di soggiorno. Oltre quel limite, senza domanda di rinnovo, si rischia l’espulsione; una domanda tardiva non comporta da sola l’espulsione automatica, ma la Questura verifica i requisiti e le ragioni del ritardo.
Se il permesso è scaduto da oltre 60 giorni senza che sia stata presentata la domanda, ad esempio nel caso di permesso di soggiorno scaduto da un anno, salvo che il ritardo sia dovuto a cause di forza maggiore, può essere disposta, ai sensi dell’art. 13, comma 2, lett. b del Testo Unico sull’Immigrazione, l’espulsione dello straniero dal territorio italiano.

Quali sono le sanzioni per un permesso di soggiorno scaduto?
Chi si ritrova sul territorio italiano senza un permesso di soggiorno valido, va incontro a delle sanzioni e delle conseguenze molto serie che, a volte, arrivano fino all’espulsione.
La normativa attualmente in vigore è contenuta nel Testo Unico sull’Immigrazione e in una serie di decreti emanati dall’esecutivo, volti a contrastare il fenomeno dell’immigrazione irregolare. La prima sanzione applicabile nei confronti di chi possiede un permesso di soggiorno scaduto è l’espulsione dello straniero dal Paese.
Oltre all’espulsione, chi resta in Italia senza un titolo di soggiorno valido può essere denunciato per il reato di ingresso e soggiorno illegale (art. 10-bis TUI): è una contravvenzione punita con un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro, di competenza del giudice di pace, che non prevede il carcere.
Il provvedimento di espulsione inoltre è seguito da un divieto “accessorio” di fare nuovamente ingresso nel territorio italiano per un periodo da tre a cinque anni (art. 13, comma 14, TUI). Ovviamente esistono anche alcune eccezioni, alcuni soggetti infatti non possono essere espulsi dall’Italia, anche se privi di un permesso di soggiorno regolare (art. 19 TUI).
Si pensi ad esempio ai soggetti minorenni, salvo il loro pieno diritto di seguire il genitore espulso dal paese, alle donne in gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio, e infine, a tutti coloro che, qualora dovessero far rientro nel loro Paese di origine, rischierebbero di essere perseguitati per ragioni etniche, religiose, sessuali ecc.
Richiesta tardiva del rinnovo del permesso di soggiorno scaduto: in quali casi è possibile?
Come visto, il Testo unico sull’immigrazione richiede di attivarsi in anticipo; tuttavia la richiesta di rinnovo presentata in ritardo può essere valutata quando sussistano cause non imputabili al richiedente (es. ricovero, gravi eventi di forza maggiore) documentate. In assenza di giustificazioni il ritardo può condurre al rigetto e/o all’attivazione della procedura espulsiva.
Esempi di cause di forza maggiore generalmente accettate:
- Ricovero ospedaliero documentato
- Morte di un familiare stretto
- Calamità naturali (terremoti, alluvioni, etc.)
- Impossibilità di raggiungere l’ufficio per eventi straordinari
- Smarrimento del passaporto all’estero (con denuncia)
Importante: La Questura valuterà discrezionalmente se la causa è fondata. Non è sufficiente dichiarare di aver avuto problemi: occorre presentare documentazione probante (certificati medici, certificati di morte, denunce, etc.).
Come rinnovare il permesso di soggiorno scaduto?
Il rinnovo del permesso di soggiorno (o in scadenza) consiste nel rilascio da parte dell’ufficio competente di un nuovo titolo la cui durata non può superare quella prevista per la tipologia richiesta, a condizione che permangano i requisiti del primo rilascio. Per il lavoro a tempo indeterminato, il lavoro autonomo e i motivi familiari il permesso rinnovato può durare fino a 3 anni (art. 5 TUI, come modificato dal DL 20/2023).
La domanda si presenta con le modalità previste: ufficio postale (kit “Poste” per la maggior parte delle tipologie, es. lavoro, famiglia, studio) oppure Questura per permessi particolari (es. cure mediche, protezione speciale e altri casi particolari, giustizia, affari, gare sportive, residenza elettiva, ecc.).
Tempistiche utili: attivati almeno 90 giorni prima della scadenza; nelle more del rinnovo, con ricevuta di presentazione, si conservano i principali diritti connessi al soggiorno (es. lavoro e prestazioni), anche se la Questura supera i 90 giorni previsti per decidere (art. 5, comma 9-bis, TUI).

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La ricevuta di rinnovo: cosa puoi fare e cosa non puoi fare
Un punto spesso frainteso: cos’è la ricevuta di rinnovo e che validità ha?
Quando presenti la domanda di rinnovo presso la posta o la Questura, ricevi una ricevuta (solitamente contrassegnata da un numero di pratica). Questa ricevuta non è il permesso rinnovato, ma ha comunque valore legale fino a quando la Questura non conclude l’istruttoria.
Con la ricevuta puoi:
- Lavorare (il datore di lavoro può verificarne validità sul Portale Immigrazione)
- Circolare liberamente in Italia
- Accedere ai servizi sanitari (SSN)
- Iscriverti a scuola/università
Con la ricevuta non puoi:
- Viaggiare in altri Paesi dell’area Schengen
- Usarla come documento di viaggio: l’unica eccezione tollerata è il viaggio diretto verso il Paese d’origine, con passaporto e permesso scaduto (vedi più avanti)
Quanto dura la validità della ricevuta? Finché la Questura non conclude l’istruttoria e non ti notifica il nuovo permesso: per legge la decisione va presa entro 90 giorni, ma nella pratica i tempi possono essere più lunghi. Conserva sempre la ricevuta: è la tua protezione legale durante il rinnovo.
Quali sono i documenti necessari per rinnovare il permesso di soggiorno
Per presentare la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno occorre essere in possesso di determinati documenti, in caso contrario, la domanda potrebbe essere rigettata. Pertanto, per non correre alcun rischio, occorre allegare alla domanda la seguente documentazione:
- fotocopia delle pagine del passaporto in corso di validità in cui sono perfettamente leggibili i seguenti dati: visto, timbro, scadenza;
- fotocopia del permesso di soggiorno in possesso;
- la certificazione che attesta l’attuale dimora del soggetto richiedente;
- la fotocopia del codice fiscale del soggetto richiedente.
Tuttavia, in alcuni casi, potrebbe essere necessario esibire anche una ulteriore documentazione come ad esempio le fototessere del soggetto richiedente, l’originale del passaporto (in corso di validità) e la copia di tutta la documentazione allegata allo stesso.
Inoltre, nel caso in cui si tratta di soggetti che non hanno ancora compiuto il diciottesimo anno di età al momento della domanda di rinnovo, è necessario allegare anche un documento di identità di uno dei genitori o del tutore.
Quanto costa rinnovare il permesso di soggiorno?
Il rinnovo del permesso di soggiorno non è gratuito. Alla richiesta si associano costi fissi e un contributo variabile per durata/tipologia:
- €16,00 marca da bollo (acquistabile in tabaccheria);
- €30,00 all’operatore dell’ufficio postale al momento della presentazione ma solo se la domanda passa dal kit postale;
- €30,46 per la stampa del permesso elettronico (PSE);
- Contributo variabile: €40,00 (permessi 3 mesi-1 anno) / €50,00 (1-2 anni) / €100,00 (permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, dirigenti e lavoratori altamente specializzati).
Totale indicativo:
- Permesso 3 mesi-1 anno: €116,46 (40+30,46+30+16)
- Permesso 1-2 anni: €126,46 (50+30,46+30+16)
- Permesso UE lungo periodo (primo rilascio): €176,46 (100+30,46+30+16). Il permesso UE è a tempo indeterminato: alla scadenza del documento si chiede l’aggiornamento, per il quale il contributo non è dovuto
Si può rinnovare il permesso di soggiorno online?
Questa è una delle domande più frequenti che vengono fatte dai cittadini stranieri, residenti in Italia.
La risposta è no: non è possibile presentare domanda di rinnovo del permesso di soggiorno direttamente online. Ma, per facilitare la vita ai soggetti richiedenti, è possibile seguire lo stato della pratica direttamente online.
Ovvero, collegandosi al sito ufficiale della polizia di stato ed indicando i dati richiesti dalla pagina, è possibile controllare lo stato di avanzamento della propria pratica, ad esempio per sapere quando il permesso è pronto per il ritiro.
Posso viaggiare con permesso di soggiorno scaduto?
Qui bisogna stare attenti, perché la risposta breve è: dipende, ma nella maggior parte dei casi è meglio evitare di viaggiare.
Se il tuo permesso è scaduto ma hai già fatto richiesta di rinnovo e hai la ricevuta (quella della posta o della Questura), puoi comunque muoverti all’interno dell’Italia senza problemi. La ricevuta dimostra che sei in regola in attesa del nuovo documento.
Per quanto riguarda i viaggi all’estero, invece, la situazione cambia:
- puoi uscire e rientrare solo verso il tuo Paese d’origine, preferibilmente con volo diretto
- devi portare con te passaporto valido, permesso scaduto e ricevuta del rinnovo
- evita scali in altri Paesi Schengen perché rischi controlli e problemi al rientro
Se invece il permesso è scaduto e non hai ancora fatto richiesta di rinnovo, viaggiare è una pessima idea: potresti non riuscire a rientrare in Italia e finire in una situazione complicata da sistemare.
In pratica: finché non hai tutto in regola, meglio rimandare il viaggio.
Il permesso di soggiorno scaduto è un reato?
Avere il permesso di soggiorno scaduto non porta al carcere, ma non è nemmeno una semplice irregolarità senza conseguenze.
Chi resta in Italia con il permesso scaduto senza aver chiesto il rinnovo si trova in una condizione di soggiorno irregolare: rischia l’espulsione dal territorio italiano e può essere denunciato per la contravvenzione di ingresso e soggiorno illegale (art. 10-bis TUI), punita con un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro, senza carcere.
Le conseguenze sono più pesanti soprattutto se non si è fatto nulla per rinnovare il permesso o giustificare il ritardo.
Le cose cambiano se alla situazione si aggiungono altri comportamenti, ad esempio:
- rimanere a lungo senza fare richiesta di rinnovo
- non rispettare un ordine di espulsione
- fornire documenti falsi o dichiarazioni non veritiere
In questi casi si possono avere conseguenze penali molto più serie. Inoltre, eventuali condanne possono impedire il rinnovo: per approfondire leggi la guida sul permesso di soggiorno con precedenti penali.
Un punto importante da sapere: se hai fatto richiesta di rinnovo, anche in ritardo ma con una valida giustificazione, la tua posizione può essere valutata diversamente e non sei automaticamente “fuori legge”.
In sostanza: il solo permesso scaduto non porta al carcere, ma è una situazione da sistemare il prima possibile. Ignorarla è la scelta peggiore.
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Cos’è il visto di reingresso in Italia?
Il visto di reingresso (art. 8 DPR 394/1999) è un documento che permette a un cittadino straniero di tornare in Italia quando si trova all’estero e il suo permesso di soggiorno è scaduto, smarrito o non più disponibile.
In pratica, è un’autorizzazione temporanea rilasciata dalle autorità italiane (di solito dal consolato o dall’ambasciata nel Paese in cui ti trovi) per rientrare legalmente nel territorio italiano e sistemare la tua posizione. Come ogni visto, serve solo per entrare: per capire come si combina con il permesso leggi la differenza tra visto e permesso di soggiorno.
Questo visto viene utilizzato soprattutto in situazioni come:
- permesso di soggiorno scaduto mentre sei all’estero
- permesso smarrito o rubato mentre sei all’estero (se succede in Italia, si chiede invece il duplicato del permesso smarrito o rubato)
- impossibilità di rientrare con i documenti normali
Attenzione però: non è automatico. Per ottenerlo devi dimostrare che:
- avevi un permesso di soggiorno valido prima della partenza
- il motivo del mancato rientro nei tempi è giustificato
- hai ancora i requisiti per soggiornare in Italia
C’è anche un limite di tempo: in genere il visto di reingresso può essere richiesto entro 60 giorni dalla scadenza del permesso. Superato questo limite, diventa molto più complicato (salvo casi eccezionali come gravi motivi di salute o obblighi militari).
In poche parole: è lo strumento per rientrare quando qualcosa va storto con il permesso, ma non è una scorciatoia: devi comunque dimostrare di essere in regola.
Link esterni di approfondimento
- Portale Immigrazione – Tabelle costi
- Portale Immigrazione – Pratiche e appuntamenti
- Poste Italiane – Guida costi rilascio/rinnovo
- Consolato d’Italia – Visto di reingresso
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FAQ principali

Avv. Fabrizio Mendola
Avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione. Assistenza su protezione internazionale, colloquio in Commissione Territoriale, rigetti e ricorsi.

