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Cittadinanza italiana per stranieri

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Pubblicato il 20 Settembre 2021 · Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2026 · Fabrizio Mendola

Cittadinanza italiana 2026: come si ottiene per residenza, matrimonio e discendenza dopo la riforma

Modalità e presupposti per richiedere la cittadinanza italiana

Punti chiave

In sintesi

  • 5 modalità principali di acquisizione — Per discendenza (ius sanguinis, con i limiti introdotti nel 2025 per i nati all’estero), nascita in Italia, adozione, matrimonio, residenza. Matrimonio e residenza richiedono una domanda; il nato in Italia da genitori stranieri diventa cittadino con una dichiarazione entro un anno dal compimento dei 18 anni.
  • Matrimonio: requisiti 2026 — 2 anni di residenza legale in Italia dopo il matrimonio (3 anni dal matrimonio se residenti all’estero, termini dimezzati in presenza di figli), matrimonio o unione civile senza separazione personale, lingua italiana B1, assenza delle cause ostative dell’art. 6. Nessun requisito di reddito.
  • Residenza: requisiti 2026 — 10 anni di residenza legale per i cittadini extra-UE (4 per i cittadini UE, 5 per apolidi e rifugiati, 3 per i nati in Italia, 2 per chi ha un genitore o un nonno cittadino per nascita), reddito minimo da €8.263,31, lingua B1, valutazione discrezionale.
  • Ostacoli legali comuni — Condanne per i reati indicati dall’art. 6 L. 91/1992, motivi di sicurezza della Repubblica, separazione personale prima del decreto (matrimonio); per la residenza pesano anche reddito insufficiente e irregolarità fiscali, valutati caso per caso.
  • Documenti + costi 2026 — Atto di nascita e certificato penale del Paese d’origine legalizzati o apostillati e tradotti, certificato B1, documento d’identità, contributo €250 + marca da bollo €16. Domanda sul Portale ALI con SPID o CIE.

Aggiornamento 2026: Il D.L. 28 marzo 2025, n. 36, convertito dalla L. 23 maggio 2025, n. 74, ha modificato la L. 91/1992: limiti alla cittadinanza per discendenza dei nati all’estero con altra cittadinanza (art. 3-bis), nuova dichiarazione per i minori figli di cittadini per nascita (art. 4, c. 1-bis), 2 anni di residenza legale per i figli minori di chi si naturalizza (art. 14), residenza ridotta a 2 anni per i discendenti di cittadini per nascita (art. 9), finestra di riacquisto per gli ex cittadini fino al 31 dicembre 2027 (art. 17). La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) ha portato a 3 anni dalla nascita il termine della dichiarazione dei genitori per i minori e l’ha resa gratuita; il termine transitorio per i figli di genitori riconosciuti su domanda o appuntamento entro il 27 marzo 2025, minorenni al 24 maggio 2025, è stato prorogato al 31 maggio 2029 (L. 26/2026). La Corte costituzionale, con la sentenza n. 63/2026, ha ritenuto non fondate le questioni sull’art. 3-bis e, con l’ordinanza n. 147/2026, ha rinviato alla Corte di giustizia UE la compatibilità della norma con il diritto dell’Unione. Restano invariati gli anni di residenza per cittadini extra-UE e UE, la lingua B1 e i requisiti della cittadinanza per matrimonio. Il referendum dell’8-9 giugno 2025 sulla riduzione a 5 anni della residenza non ha raggiunto il quorum.

La cittadinanza italiana è lo status giuridico che esprime l’appartenenza di una persona allo Stato italiano e le garantisce diritti civili e politici. Questo articolo spiega come acquisirla per nascita, matrimonio o residenza, quali sono i requisiti 2026, i costi, gli ostacoli legali, le novità della riforma 2025 e gli scenari particolari (UE, separazione, rifugiati).

 

 

  • Indice articolo
  • Le 5 modalità principali di acquisizione della cittadinanza italiana
  • Riforma 2025: cosa cambia per discendenza e figli minori
  • Cittadinanza per matrimonio: requisiti 2026
  • Reddito minimo per la cittadinanza per residenza
  • Tabella ostacoli legali: cause ostative ed elementi valutati
  • Come presentare la domanda di cittadinanza
  • Cittadinanza per residenza: requisiti e calcolo anni
  • Come calcolare la residenza continuativa
  • Scenario cittadini UE: procedure e accelerazioni
  • Scenario separazione/divorzio durante procedimento
  • Scenario rifugiati e protezione internazionale
  • Guide di approfondimento sulla cittadinanza
  • Link esterni di approfondimento
  • Vuoi una consulenza legale?

 

Le 5 modalità principali di acquisizione della cittadinanza italiana

La cittadinanza italiana si acquisisce automaticamente (senza domanda) oppure con una domanda o una dichiarazione dell’interessato. Ecco le 5 modalità principali:

ACQUISIZIONE AUTOMATICA (senza domanda):

  • Per nascita (ius sanguinis) — È cittadino per nascita il figlio di padre o madre cittadini italiani (art. 1 L. 91/1992). Per chi è nato all’estero e possiede un’altra cittadinanza, dal 28 marzo 2025 l’acquisto è limitato dall’art. 3-bis (vedi la sezione sulla riforma e la guida alla cittadinanza italiana iure sanguinis).
  • Per nascita sul territorio italiano — È cittadino per nascita chi nasce in Italia da genitori ignoti o apolidi, oppure da genitori la cui legge nazionale non trasmette la cittadinanza al figlio.
  • Per adozione — Il minore straniero adottato da cittadino italiano acquista la cittadinanza (art. 3 L. 91/1992). Se l’adottato è nato all’estero e possiede un’altra cittadinanza, si applicano anche qui le condizioni dell’art. 3-bis.

ACQUISIZIONE SU DOMANDA O DICHIARAZIONE:

  • Nato in Italia da genitori stranieri — Chi ha risieduto legalmente in Italia senza interruzioni fino ai 18 anni diventa cittadino se lo dichiara all’ufficiale di stato civile del Comune entro un anno dal compimento della maggiore età (art. 4, c. 2).
  • Per matrimonio — Il coniuge (o unito civilmente) straniero di cittadino italiano può chiedere la cittadinanza dopo 2 anni di residenza legale in Italia successivi al matrimonio, oppure dopo 3 anni dal matrimonio se risiede all’estero; i termini sono dimezzati in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
  • Per residenza — Lo straniero residente legalmente in Italia da 10 anni (4 se cittadino UE, 5 se apolide o rifugiato, con termini ridotti in altri casi previsti dall’art. 9) può chiedere la cittadinanza. L’Amministrazione ha discrezionalità.

Ius soli vs Ius sanguinis: In Italia vige il sistema dello “ius sanguinis” (diritto di sangue) — la cittadinanza si trasmette per discendenza, non semplicemente per essere nati su suolo italiano. Lo “ius soli” (diritto di suolo) è residuale e limitato ai casi indicati sopra. Approfondisci la differenza tra ius soli e ius sanguinis.

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Riforma 2025: cosa cambia per discendenza e figli minori

Il D.L. 28 marzo 2025, n. 36, convertito dalla L. 23 maggio 2025, n. 74, non tocca i requisiti della cittadinanza per residenza e per matrimonio degli stranieri, ma cambia le regole per chi discende da cittadini italiani. Chi è nato all’estero e ha un’altra cittadinanza è italiano per nascita solo in casi limitati (art. 3-bis L. 91/1992), su cui la Corte costituzionale si è pronunciata con la sentenza n. 63/2026: tutti i dettagli nella guida alla cittadinanza italiana iure sanguinis.

Per i figli minori di cittadini per nascita è prevista una dichiarazione dei genitori, con un termine transitorio al 31 maggio 2029 (vedi la guida alla cittadinanza per beneficio di legge). I figli minori di chi si naturalizza acquistano la cittadinanza solo se risiedono legalmente in Italia da almeno 2 anni continuativi, e per chi ha un genitore o un nonno cittadino per nascita la residenza richiesta per la naturalizzazione scende a 2 anni. Per gli ex cittadini è aperta fino al 31 dicembre 2027 una finestra di riacquisto: vedi perdita e riacquisto della cittadinanza italiana.

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Cittadinanza per matrimonio: requisiti 2026

Il coniuge o l’unito civilmente straniero di un cittadino italiano può chiedere la cittadinanza (art. 5 L. 91/1992) dopo 2 anni di residenza legale in Italia successivi al matrimonio, oppure dopo 3 anni dal matrimonio se risiede all’estero; i termini sono dimezzati in presenza di figli. Servono la conoscenza della lingua italiana di livello B1 e l’assenza delle cause ostative dell’art. 6; non è richiesto un reddito minimo. Al momento del decreto il matrimonio non deve essere sciolto e non deve esserci separazione personale.

Requisiti nel dettaglio, documenti, tempi e cosa succede in caso di separazione nella guida alla cittadinanza italiana per matrimonio.

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Reddito minimo per la cittadinanza per residenza

Il reddito minimo è richiesto solo per la cittadinanza per residenza, non per quella per matrimonio. Il Ministero dell’Interno applica soglie fisse, non rivalutate ogni anno: €8.263,31 per il richiedente senza familiari a carico, più alte con coniuge e figli a carico. Si considerano i redditi dichiarati nel triennio precedente la domanda, che devono restare adeguati fino alla conclusione del procedimento. Tabelle complete, redditi validi e casi particolari nella guida al reddito minimo per la cittadinanza italiana.

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Tabella ostacoli legali: cause ostative ed elementi valutati

Alcune situazioni PRECLUDONO per legge la cittadinanza (art. 6 L. 91/1992); altre, nella cittadinanza per residenza, incidono sulla valutazione discrezionale dell’Amministrazione. Se la domanda viene respinta, leggi la guida su diniego della cittadinanza e ricorso.

Ostacolo legaleDescrizioneCome verificare / Rimedio
Condanna penale definitivaCausa ostativa per i delitti contro lo Stato e i diritti politici, per i delitti non colposi con pena massima non inferiore a 3 anni e per le condanne straniere riconosciute in Italia superiori a 1 anno. Nella residenza anche condanne minori possono pesare sulla valutazioneCertificato del casellario e dei carichi pendenti. Rimedio: riabilitazione
Irregolarità fiscaliNella cittadinanza per residenza l’Amministrazione valuta il regolare adempimento degli obblighi fiscali. Non è una causa ostativa automaticaVerificare la propria posizione con l’Agenzia delle Entrate. Rimedio: regolarizzazione (pagamento o rateizzazione)
Inadempienze INPS/INAILDebiti contributivi (per esempio da lavoro autonomo o come datore di lavoro): possono pesare sulla valutazione per residenza, non sono una causa ostativa automaticaVerificare con INPS. Rimedio: pagamento/rateizzazione
Mancanza lingua B1Nessun certificato B1 né titolo di studio idoneo (richiesto per le domande dal 4 dicembre 2018), salvo esoneroOttenere il certificato da ente riconosciuto prima della domanda
Residenza legale non continuativaPeriodi senza titolo di soggiorno valido o senza iscrizione anagraficaCertificato storico di residenza e storico dei permessi. Vedi la sezione “Come calcolare la residenza continuativa”
Questioni di sicurezza pubblicaComprovati motivi inerenti alla “sicurezza della Repubblica”Accesso agli atti e, se necessario, ricorso contro il diniego
Separazione/Divorzio DURANTE procedimentoSolo per la cittadinanza per matrimonio: se alla data del decreto è intervenuto lo scioglimento del matrimonio o sussiste la separazione personale = preclusoVedere sezione “Scenario separazione/divorzio” sotto
Reddito insufficienteSolo per la cittadinanza per residenza: reddito sotto le soglie della tabella sopraPresentare la domanda quando il reddito del triennio è adeguato

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Come presentare la domanda di cittadinanza

La domanda per matrimonio o per residenza si presenta esclusivamente online sul Portale Servizi ALI del Ministero dell’Interno, con SPID o CIE; chi risiede all’estero usa lo stesso portale e la pratica fa capo al Consolato competente. Si allegano atto di nascita e certificato penale del Paese d’origine (legalizzati o apostillati e tradotti), la certificazione B1 e la ricevuta del contributo di €250, oltre alla marca da bollo da €16. Il procedimento deve concludersi entro 24 mesi, prorogabili fino a 36; il decreto è firmato dal Prefetto (matrimonio) o dal Presidente della Repubblica (residenza) e va seguito dal giuramento entro 6 mesi.

Per ogni passaggio trovi una guida dedicata: i documenti per la cittadinanza italiana, la legalizzazione o apostille dei certificati, le 7 fasi della cittadinanza italiana, il sollecito se la pratica è ferma e il giuramento di cittadinanza.

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Cittadinanza per residenza: requisiti e calcolo anni

Lo straniero che risiede legalmente in Italia può richiedere la cittadinanza dopo un determinato numero di anni di residenza continuativa (art. 9 L. 91/1992). A differenza del matrimonio (che è “di diritto” in presenza dei requisiti), la residenza è “di concessione” — l’Amministrazione ha discrezionalità nel valutare la meritevolezza.

Anni di residenza richiesti 2026:

  • 10 anni per cittadini extra-UE (standard)
  • 4 anni per cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea
  • 5 anni per apolidi riconosciuti
  • 5 anni per rifugiati riconosciuti, equiparati agli apolidi (art. 16)
  • 5 anni dopo l’adozione per lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano
  • 5 anni di servizio, anche all’estero, alle dipendenze dello Stato italiano
  • 3 anni per lo straniero nato in Italia
  • 2 anni per lo straniero il cui padre, madre o nonno è o è stato cittadino per nascita

Requisiti aggiuntivi per residenza 2026:

  • Reddito minimo (vedi tabella sopra: €8.263,31 senza familiari a carico, ecc.)
  • Buona condotta (assenza di cause ostative, valutazione dei precedenti penali e del regolare adempimento degli obblighi fiscali)
  • Residenza legale continuativa (titolo di soggiorno e iscrizione anagrafica — vedi sezione sotto)
  • Lingua B1 italiano (per le domande dal 4 dicembre 2018, come per matrimonio)
  • Documentazione completa (certificati, dichiarazioni, ecc.)

Discrezionalità Amministrazione: A differenza del matrimonio (è diritto se i requisiti sono soddisfatti), la residenza prevede una valutazione dell’interesse pubblico alla concessione. Significa: anche se soddisfi tutti i requisiti, l’Amministrazione POTREBBE ancora rigettare con una motivazione adeguata. Per questo, la consulenza legale è fortemente consigliata.

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Come calcolare la residenza continuativa

Per la legge è legalmente residente chi rispetta sia le norme su ingresso e soggiorno sia quelle sull’iscrizione anagrafica (art. 1 D.P.R. 572/1993). Gli anni si contano quindi dall’iscrizione all’anagrafe con un titolo di soggiorno valido (per i cittadini UE, con la sola iscrizione anagrafica). Una cancellazione anagrafica o un periodo senza permesso possono interrompere la continuità: prima della domanda conviene controllare il certificato storico di residenza. Come si valutano le interruzioni e cosa fare se ce ne sono è spiegato nella guida al buco di residenza.

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Scenario cittadini UE: procedure e accelerazioni

Se sei cittadino di un altro Stato membro dell’Unione europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria), il percorso per residenza è FACILITATO. Il termine di 4 anni non si applica ai cittadini di Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, per i quali valgono i 10 anni.

MATRIMONIO + UE:

  • Stessi requisiti dei cittadini extra-UE (2 anni di residenza legale, B1, assenza di cause ostative)
  • Nessun vantaggio particolare — procedura identica
  • Non serve il permesso di soggiorno: conta la regolare iscrizione anagrafica

RESIDENZA + UE:

  • 4 anni residenza (vs 10 per extra-UE) — GRANDE ACCELERAZIONE
  • Requisiti altrimenti identici (B1, reddito minimo, buona condotta)
  • Non serve il permesso di soggiorno: per soggiorni oltre 3 mesi occorre l’iscrizione anagrafica, con i requisiti del D.lgs. 30/2007
  • La residenza anagrafica deve essere comunque ininterrotta per 4 anni

Procedura:

  • Portale ALI (stesso dei cittadini extra-UE)
  • Documenti simili (nascita, penale, ecc.) — certificato B1 obbligatorio anche per i cittadini UE
  • Per molti certificati di stato civile rilasciati da un altro Stato UE non serve l’apostille (Reg. UE 2016/1191)

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Scenario separazione/divorzio durante procedimento

Nella cittadinanza per matrimonio conta la situazione al momento del decreto: se prima di quella data il matrimonio viene sciolto, annullato o cessano i suoi effetti civili, oppure interviene la separazione personale, la domanda viene rigettata. Una separazione o un divorzio successivi al decreto non incidono invece sulla cittadinanza acquisita con il giuramento. Approfondisci nella guida alla cittadinanza italiana per matrimonio.

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Scenario rifugiati e protezione internazionale

Se sei rifugiato riconosciuto, il percorso verso la cittadinanza è ACCELERATO; se sei titolare di protezione sussidiaria, valgono le regole ordinarie:

Requisiti ridotti per rifugiati 2026:

  • 5 anni di residenza legale (vs 10 per extra-UE standard) — Art. 16, comma 2, L. 91/1992, che equipara il rifugiato all’apolide ai fini della cittadinanza
  • Reddito minimo (tabella sopra si applica)
  • Buona condotta (assenza di cause ostative)
  • Lingua B1 (salvo esonero)
  • Riconoscimento dello status di rifugiato (deciso dalla Commissione territoriale o dal Tribunale)

Per protezione sussidiaria:

  • NON c’è riduzione: servono 10 anni di residenza legale
  • La protezione umanitaria è stata abolita nel 2018: chi ne era titolare segue le regole ordinarie
  • Consulta un avvocato specializzato per verificare il tuo caso

Procedura cittadinanza per rifugiato:

  • Portale ALI (con SPID o CIE)
  • + Estremi del provvedimento di riconoscimento dello status
  • + Reddito minimo
  • Stessi documenti base (nascita, penale, ecc.)

Vantaggio rifugiati 2026:

  • 5 anni vs 10 anni = 5 anni di accelerazione

Consiglio 2026: Se sei rifugiato, contatta un avvocato specializzato alcuni mesi PRIMA di maturare i 5 anni di residenza per preparare la domanda in maniera ottimale.

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Guide di approfondimento sulla cittadinanza

Questa pagina offre il quadro generale. Per ogni fase e per ogni situazione particolare trovi una guida dedicata:

  • Matrimonio — Requisiti, tempi e documenti nella guida alla cittadinanza italiana per matrimonio.
  • Reddito — Soglie, redditi validi e casi particolari nella guida al reddito minimo per la cittadinanza.
  • Documenti — La checklist completa dei documenti per la cittadinanza italiana.
  • Discendenza — Chi può ancora ottenerla dopo la riforma nella guida alla cittadinanza italiana iure sanguinis.
  • Beneficio di legge — Dichiarazioni per i minori, nati in Italia e meriti speciali nella guida alla cittadinanza per beneficio di legge o meriti speciali.
  • Iter della domanda — Dall’invio al decreto nelle 7 fasi della cittadinanza italiana.
  • Pratica ferma — Cosa fare se i termini sono scaduti nella guida al sollecito della pratica di cittadinanza.
  • Rigetto — Come reagire a un diniego della cittadinanza con ricorso.
  • Giuramento — Tempi e modalità del giuramento di cittadinanza italiana.
  • Perdita e riacquisto — Casi di perdita e finestra dell’art. 17 nella guida a perdita e riacquisto della cittadinanza italiana.
  • Doppia cittadinanza — Quando si può mantenere la cittadinanza d’origine nella guida ai vantaggi della doppia cittadinanza.

 

Link esterni di approfondimento

  • Legge 5 febbraio 1992, n. 91 – Cittadinanza italiana (Normattiva)
  • D.L. 28 marzo 2025, n. 36 – Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza (Normattiva)
  • D.P.R. 12 ottobre 1993, n. 572 – Regolamento di esecuzione della legge sulla cittadinanza (Normattiva)
  • Portale Servizi ALI – Richiesta cittadinanza online
  • SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale
  • Corte costituzionale, sentenza n. 63/2026 – Art. 3-bis L. 91/1992
  • Circolare Ministero Interno n. 666/2019 – Lingua italiana B1

 

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Faq principali

Cinque modalità principali: per discendenza (ius sanguinis) — figlio di padre o madre cittadini italiani; per i nati all’estero con un’altra cittadinanza, dal 28 marzo 2025 valgono i limiti dell’art. 3-bis L. 91/1992. Per nascita in Italia — il figlio di genitori stranieri che ha risieduto legalmente in Italia senza interruzioni fino ai 18 anni diventa cittadino con una dichiarazione entro un anno dalla maggiore età. Per adozione — minore straniero adottato da cittadino italiano. Per matrimonio o unione civile — dopo 2 anni di residenza legale in Italia (3 anni dal matrimonio se residenti all’estero, termini dimezzati con figli), con lingua italiana B1 e senza cause ostative. Per residenza — 10 anni per i cittadini extra-UE (4 per i cittadini UE, 5 per apolidi e rifugiati), con reddito minimo, lingua B1 e valutazione discrezionale dell’Amministrazione.

Anni di residenza legale: 10 anni per i cittadini extra-UE; 4 anni per i cittadini degli Stati membri UE; 5 anni per apolidi, rifugiati e maggiorenni adottati da cittadino italiano (dopo l’adozione); 3 anni per i nati in Italia; 2 anni per chi ha un genitore o un nonno cittadino italiano per nascita. Il reddito è richiesto solo per la cittadinanza per residenza: €8.263,31 per il richiedente senza familiari a carico, €11.362,05 con coniuge a carico, +€516,46 per ogni figlio a carico. Si considerano i redditi dichiarati nel triennio precedente la domanda, che devono restare adeguati fino alla conclusione del procedimento.

Per legge precludono l’acquisto (art. 6 L. 91/1992): le condanne per i delitti contro la personalità dello Stato e contro i diritti politici, le condanne per delitti non colposi puniti con pena massima non inferiore a 3 anni, le condanne straniere riconosciute in Italia a pena superiore a un anno per reati non politici e i comprovati motivi di sicurezza della Repubblica; la riabilitazione fa cessare gli effetti della condanna. Nella cittadinanza per matrimonio conta anche l’assenza di separazione personale alla data del decreto. Nella cittadinanza per residenza l’Amministrazione valuta inoltre reddito, regolarità fiscale e integrazione: debiti fiscali o contributivi non sono una causa ostativa automatica, ma possono pesare sulla decisione. Prima della domanda conviene verificare certificato penale, carichi pendenti, storico di residenza e posizione fiscale.

Non i requisiti generali: gli anni di residenza per i cittadini extra-UE e UE, la lingua B1 e le regole della cittadinanza per matrimonio restano quelli della L. 91/1992. Il D.L. 36/2025, convertito dalla L. 74/2025, ha invece limitato la trasmissione automatica per discendenza ai nati all’estero con un’altra cittadinanza (art. 3-bis), ridotto a 2 anni la residenza per chi ha un genitore o un nonno cittadino per nascita e previsto che i figli minori di chi si naturalizza acquistino la cittadinanza solo se residenti legalmente in Italia da almeno 2 anni continuativi (o dalla nascita, se hanno meno di 2 anni).

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Avv. Fabrizio Mendola

Avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione. Assistenza su protezione internazionale, colloquio in Commissione Territoriale, rigetti e ricorsi.

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